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Fuoco Vivo, moderna “steak house” di San Benedetto del Tronto, è anche una pizzeria in cui assaggiare la “pinsa”, un tipo di pizza a lunga lievitazione particolarmente digeribile.

Tra le pizze “speciali”, ci sono due “bianche” consigliate in modo particolare da uno dei due titolari, Silvio Di Cecco: d’altronde, non potrebbe essere altrimenti, perché ha dato loro i nomi delle sue due figlie.

Pizza Micol

  • Julienne De Remigis
  • Taleggio
  • Porcini
  • Tartufo

Pizza Sveva

  • Mozzarella di Bufala De Remigis
  • Pomodoro giallo
  • Aglio
  • Colatura di alici
  • Basilico

Ingredienti per 30 castagnole

Ricotta vaccina 240 g 

Farina 00 135 g 

Farina 00 per infarinare le mani 20 g 

Zucchero 60 g 

Uova (1) 55 g 

Lievito in polvere per dolci 6 g 

Scorza d’arancia

per friggere

Olio di semi di arachide 500 ml 

per cospargere

Zucchero a velo q.b. 

Preparazione 

Come preparare le Castagnole di ricotta 

Per preparare le castagnole di ricotta cominciate lasciando quest’ultima a scolare del siero in eccesso. Per farlo vi basterà sistemare la ricotta in un setaccio e lasciarla sgocciolare 2 ore all’interno di un recipiente (meglio se tenuta in frigo!). Trascorso il tempo setacciatela e versatela in un recipiente, unite l’uovo e lo zucchero, mescolate energicamente, per amalgamare tutti gli ingredienti. Grattugiate la scorza di un’arancia, precedentemente lavata e asciugata e mescolate ancora. Poi incorporate farina e lievito che avrete setacciato preventivamente, aggiungendo un cucchiaio alla volta al composto, così da non formare grumi e mescolate con una spatola. Quando avrete inserito tutta la farina noterete che l’impasto risulterà morbido e appiccicoso, quindi per poter formare delle palline di circa 16 grammi l’una, infarinandovi spesso le mani per riuscire a dare la forma.

Con queste dosi, dovreste ottenere circa 30 castagnole 7. In un tegame versate abbondante olio di semi di arachide e non appena sarà arrivato alla temperatura di 170° (da tenere sotto controllo con un termometro da cucina) immergete poche sfere per volta 8, in questo modo la temperatura non si abbasserà troppo e le castagnole non si inzupperanno d’olio. Dopo 3-4 minuti di cottura, saranno dorate e pronte per essere scolate 9.

Mano a mano che le cuocete adagiatele su carta assorbente da cucina 10. A questo punto le vostre castagnole di ricotta sono pronte per essere spolverizzate con lo zucchero a velo 11. E non vi resterà che gustarle 12!

Conservazione 

Potete preparare in anticipo le castagnole di ricotta, basterà sistemarle su un piatto con carta forno e coprirle con pellicola trasparente: conservatele in frigo prima di friggerle! Si consiglia di consumarle subito una volta cotte.

Consiglio 

I profumi tipici delle castagnole di ricotta? Oltre all’arancia, potete utilizzare il limone o il mandarino. Mentre per i più golosi 1 cucchiaio di anice o limoncello nell’impasto.

La ricotta è uno degli ingredienti più conosciuti ed usati della cucina italiana: la ricotta di pecora De Remigis si distingue già dalla maggior parte delle altre perché è prodotta con siero 100% di pecora.

Come noto, una delle differenze tra ricotta di mucca e pecora è il gusto: più delicato il primo, più intenso il secondo. De Remigis aggiunge al siero 100% di pecora anche del latte di pecora, per connotare questa ricotta in maniera ancora più forte, con quegli aromi di fieno ed erba tipici di questo tipo di prodotto. Ad una scelta di campo così netta, la ricotta di pecora De Remigis deve un aumento della sua diffusione molto elevato, soprattutto nei supermercati e per un pubblico di estimatori che ha un’età che parte dai 50 anni: chi vuol provarla può acquistare la confezione da 350 grammi, molti spesso si fanno tentare poi dal cestello da 1,8 kg.

Gestire, da ventisei anni, l’unico “tex mex” di successo a San Benedetto del Tronto e non accontentarsi è un atteggiamento da veri imprenditori: Silvio e Vincenzo Di Cecco, infatti, ne hanno tutte le caratteristiche e dopo aver rilevato un altro locale storico della città, il Misus, l’hanno trasformato, da poco più di un anno, nella moderna “steak house” che oggi tutti conoscono e frequentano, il “Fuoco Vivo” di via Mare.

“Siamo nel mondo della ristorazione da tanto tempo – ricorda Silvio – e ci piacciono i locali con una connotazione chiara: questo è il segreto del successo del Chili Pepper nella zona nord di San Benedetto ed è anche il motivo per cui abbiamo aperto “Fuoco Vivo”, una steak house moderna che in città non esisteva, trasformando quello che era comunque un pub storico”.

“Fuoco Vivo”, locale che d’estate diventa un posto romantico con vista sulla spiaggia, d’inverno può ospitare novanta persone, a partire dalle 19,30, “con un menù che ha numerose specialità di carne. Lavoriamo i lombi di chianina, marchigiana, angus, scottona in tutti i principali tagli, dalla bistecca alla fiorentina, dal filetto al controfiletto”.

La quantità e qualità dell’offerta di carne porta i clienti a preferire…tutto: infatti, “quasi sempre serviamo dei taglieri misti di carne in cui alle specialità italiane si alternano carne argentina, irlandese e scottona”.

La pizzeria di “Fuoco Vivo”, dove si può mangiare anche un’ottima “pinsa”, è un’ulteriore dimostrazione dell’estro creativo dei fratelli De Cecco e “in questo settore avere la sicurezza di un prodotto di qualità è prioritario: per questo, siamo molto soddisfatti di aver scelto da subito, per tutti i latticini, De Remigis, un’azienda locale di cui un altro pizzaiolo ci aveva parlato in termini positivi e che si è rivelata affidabile, grazie anche al lavoro instancabile del loro agente di zona, Domenico”.

I ristoranti destinati a lasciare il segno sono quelli che nascono da un’idea forte, differente, distintiva: “Fuoco Vivo” dimostra che Silvio e Vincenzo Di Cecco ne hanno avuta una davvero unica.

Di necessità, virtù!

Mai proverbio è stato più adatto ad un formaggio: la caciotta mista Tronchetto De Remigis nasce perché, in Abruzzo e nelle Marche, il formaggio fritto va per la maggiore in molti menù e c’è bisogno di un’idea che abbini un prodotto di qualità ad un formato ottimale per la friggitura.

Questa caciotta è, non a caso, di forma rettangolare: una “mattonella del gusto” che i cuochi tagliano a fette…perfette!

Venduta, ad uso esclusivo dei ristoratori, in un formato di circa 1,8 kg, è senza conservanti e dunque si frigge proprio tutta, buccia compresa.

Il Cacio Fritto è una vera prelibatezza, un’eccellenza gastronomica teramana che si è diffusa in tutto l’Abruzzo: d’altronde, la presenza del formaggio, quale ingrediente dei più noti piatti tipici regionali, è una costante.

De Remigis propone ai ristoratori il famoso tronchetto di caciotta mista, ma la ricetta si può preparare in casa con la Caciotta o con il Pecorino De Remigis “incerato”.

Ingredienti

Caciotta/Pecorino De Remigis (500 grammi oppure 1 chilo, in base alle porzioni)

2 uova

300 grammi di farina

Farina “Tipo O” qb

Sale qb

Olio qb

Tagliate il formaggio in fette abbastanza spesse senza eliminare la buccia. Poi sbattete le uova, aggiungete il sale e la farina per preparare la pastella: alla fine, dev’essere densa, altrimenti il formaggio in cottura fuoriesce. Immergete le fette in una padella con l’olio caldo, giratele lentamente e con delicatezza, per evitare che la pastella si rompa, quando hanno acquisito la loro “doratura” toglietele e posizionatele sul piatto. 

Un pecorino per veri intenditori, il Semistagionato De Remigis, da seguire molto da vicino per garantirne l’eccellenza. Girato più e più volte nelle stuoie, viene controllato giornalmente perché la compattezza e l’integrità sono caratteristiche basilari di questo prodotto, che deve stagionare tra 6 ed 8 mesi. 

È dolce, con un retrogusto piccante, e si trova nei supermercati nel formato da 2 chili. 

Lo stesso pecorino, da 7 chili, deve invece stagionare 10 mesi ed è più gustoso, morbido e piccante al suo interno.

Gli gnocchi di farina di castagne sono un’alternativa di stagione alla classica versione con le patate. La loro ricetta risale alla tradizione della nostra cucina più povera, quando le castagne erano l’alimento principale di tanta della nostra gente, dalla Valtellina alla Toscana, mentre oggi – ironia della sorte – sono diventate un ingrediente piuttosto ricercato e costoso!

La preparazione è facile come quella dei gnocchi di patate e richiede una mezz’oretta più il tempo per far riposare la pasta e cuocere gli gnocchi in acqua bollente fino a che non si ammorbidiscono.

Una volta bolliti, gli gnocchi di farina di castagne si possono poi condire a piacere con burro e salvia come nel nostro caso, con un sugo di funghi e pancetta o anche con pezzetti di formaggio semistagionato come Caciotta Semistagionata “Corno d’Abruzzo” o Pecorino Semistagionato De Remigis.

A completare il tutto, basta una bella spolverata di Ricotta salata De Remigis. 

INGREDIENTI PER GLI GNOCCHI

(per 3-4 porzioni)

Farina di castagne, 300g

Farina bianca 00, 150g

Acqua tiepida, circa 200ml

Sale fino, qb

Burro, qb

Salvia, qualche foglia

Ricotta salata De Remigis grattugiata, qb.

PREPARAZIONE

Prendete una ciotola capiente, che possa contenere le due farine. Passatele al setaccio, aggiungete due pizzichi di sale fine, un goccio d’acqua tiepida e iniziate a mescolate con una forchetta. Aggiungete man mano altra acqua e continuate sino a quando si inizierà a formare un impasto. Rovesciatelo su un tavolo o su una spianata già spolverata di farina bianca e iniziate a lavorarlo con le mani.

Continuate aggiungendo, se serve, altra acqua sino a quando avrete ottenuto una massa omogeneo, che non si incolla più alle dita, rimanendo comunque molto morbida. Dategli una forma a palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela a riposare in frigorifero per almeno un’oretta.

Una volta che la pasta si è riposata, riportatela sul tavolo o sulla spianata infarinata, dividetela in pezzetti e, aiutandovi con le mani, lavorateli fino a realizzare dei cilindri  di circa un cm di diametro. Tagliateli a tocchetti di circa due centimetri e, con l’aiuto dei rebbi di una forchetta, schiacciateli leggermente facendoli “rotolare” per formare  il classico gnocco.

Man mano che sono pronti, metteteli da parte infarinandoli leggermente in modo che non si attacchino tra loro.

Consigliamo di tagliare degli gnocchi piuttosto piccoli per non dilatare eccessivamente i tempi di cottura: diversamente da quelli di patate che si cuociono in un attimo, la versione con le castagne ha tutti ingredienti crudi che sono quindi più lunghi a cuocersi.

Fate bollire una quantità abbondante di acqua, salatela e versateci i vostri gnocchi facendo attenzione che non ce ne siano di incollati tra loro. Come riprende il bollore, abbassate la fiamma e continuate la cottura per circa 15 minuti, fino a quando saranno morbidi e cotti alla perfezione anche all’interno.

Dare dei tempi esatti di cottura non è possibile (dipende dalla farina, dalle dimensioni, dalla forma…): dovete di rigore assaggiare gli gnocchi per capire quando saranno pronti!

Mentre gli gnocchi cuociono, fate imbiondire in una padella capiente del burro con delle foglie di salvia, sino a quando sarà diventato spumoso ma senza iniziare a scurirsi.

Come gli gnocchi sono pronti, scolateli dalla loro pentola con una schiumarola (e non con lo scolapasta) e poneteli nella padella. Mantecate bene e serviteli ben caldi con una bella spolverata di Ricotta salata De Remigis.

Lo Chalet Tartaruga di Tortoreto è anche una pizzeria molto conosciuta ed apprezzata: i prodotti De Remigis sono ingredienti basilari per tutte le pizze, compresa quella che vi presentiamo, naturalmente a base di pesce.

La Tartaruga è una pizza bianca con:

  • Mozzarella di bufala De Remigis
  • Frutti di mare
  • Cozze
  • Vongole
  • Pachino

Si potrebbe anche provare a realizzarla, ma perché non scegliere la comodità di farsela servire, a regola d’arte, una sera, in riva al mare, al Tartaruga…ogni volta, sarà come mangiarla per la prima volta, i frutti di mare variano in base al pesce fresco giornaliero!

Uno chalet, che diventa la prima braceria di pesce della costa, una delle più rinomate pizzerie del litorale e, in certe ore del giorno, una caffetteria accogliente ed un tranquillo lounge bar: di sera, anche un locale alla moda, perfetto per ascoltare musica e trascorrere del tempo in piacevole compagnia.

Lo Chalet “La Tartaruga”, nella zona sud di Tortoreto, è una struttura polivalente, “perché abbiamo lo spazio adatto – commenta il titolare, Paolo – per rispondere ad ogni esigenza, uno chalet da vivere ogni giorno, tutti i giorni”.

In tremila metri quadrati, che ospitano anche un’ampia “area bimbi” e trecento coperti, nonostante la normativa anti-Covid vigente, “La Tartaruga” ha trovato innumerevoli modi per diventare un punto di riferimento della ristorazione e della “movida” vibratiana: uno di questi è, senza dubbio, aver dato un’impronta definita alla sua cucina.

“Credo che sia giusto – prosegue Paolo – dare al ristorante delle caratteristiche ben definite e noi, che proponiamo un menù di pesce, abbiamo deciso da quasi vent’anni di offrire pesce alla brace, diventando da due anni a questa parte la braceria di pesce più famosa della zona, probabilmente l’unica che punti con decisione a questo tipo di cucina”.

Spigole di mare, code di rospo, orata di mare, scampi, gamberoni, tagliate di tonno, di pesce spada, “ ogni mattina, a San Benedetto del Tronto, acquistiamo pesce fresco da quattro barche differenti: qualità e varietà sono requisiti indispensabili a nostro avviso e le mettiamo in bella vista, con una vera esposizione del pesce, in modo tale che la clientela possa sceglierlo”.

Da diciotto anni Paolo gestisce lo chalet, ristorante pizzeria “La Tartaruga” e, da ben dodici, “De Remigis è un nostro fornitore di fiducia, sono loro tutti i formaggi per le nostre pizze: mozzarella julienne, di bufala, stracciatella e stracchino, ma anche prosciutto cotto e crudo, speck, salame piccante. Partendo dalla qualità dei loro prodotti, nasce quella dei nostri piatti”.

Più che una tartaruga, un camaleonte che sa trasformarsi per rispondere alla voglia di relax e svago dei suoi tanti e tanto diversi clienti: “La Tartaruga”, così, ha destagionalizzato la sua offerta all’insegna della buona cucina e del divertimento.